Sharing economy e Covid: quale futuro dopo la pandemia?

Sharing economy ai tempi del Covid, un settore che era in forte aumento e che si è scontrato con la pandemia: quali saranno gli sviluppi nel prossimo futuro?

Uno dei settori maggiormente in crescita fino al 2019 era quello della cosiddetta sharing economy. Come riporta uno studio della Università di Pavia, entro il 2025 il fatturato dell’economia della condivisione avrebbe potuto raggiungere in Italia i 25 miliardi di fatturato. Solamente nell’anno 2018 le nuove start up del settore in tutto il mondo hanno raccolto finanziamenti per 4 miliardi di dollari.

Sharing economy cos’è: una breve definizione

È un sistema economico in cui beni o servizi sono condivisi tra individui privati, gratis o a pagamento, attraverso Internet.

Sharing economy durante il Covid

L’arrivo della pandemia globale, tra le varie cose, ha portato ad un rallentamento anche per quanto riguarda la share economy. Uber ha subito un ribasso dell’80% con licenziamento di 6.700 dipendentii, gli affitti di case di Airbnb si sono azzerati tagliando 1.900 posti di lavoro durante i periodi di lockdown.

Un colpo sicuramente duro al settore che porterà a rivedere le previsioni entusiastiche sui tassi di crescita della sharing economy a causa della crisi economica che la pandemia porta con sè; questo, tuttavia, non signifca che la sua espansione non possa riprendere.

Per prima cosa, infatti, l’effetto dei lockdown sull’economia della condivisione non è stato omogeneo. Mentre aziende operanti in settori limitati come Uber e Airbnb hanno subito enormi perdite, altre società hanno prosperato, specialmente nei settori della consegna a domicilio e degli acquisti online. Il lockdown ha messo in luce l’importanza della condivisione e ne ha sottolineato l’utilità. Mai come ora, infatti, hanno preso piede parole come blockchain, coin e mai come ora era stata percepita l’importanza di poter fare acquisti e shopping online.

Analisi dell’effetto su tutti i settori

La crisi economica ha investito tutti i settori colpendo particolarmente il settore dei trasporti e dei viaggi, in cui grandi aziende di sharing economy avevano concentrato gran parte del loro business. I settori, invece, come l’e-commerce e il delivery, hanno fatto registrare una crescita per le aziende di sharing economy che hanno avuto le migliori performance in termini economici. Questi modelli di business, infatti, dopo un iniziale sbandamento hanno mostrato forti segnali di risveglio e soprattutto grandi capacità di adattamento alla nuova situazione..

Il futuro della sharing economy

La pandemia ha fatto quindi strada ad una nuova economia della condivisione, che mira a generare profitti creando mercati online dove s’incontrino domanda e offerta. Startup di questo genere si sono trasfomrate rapidamente in grandi aziende globali. Altre, come Uber e Bird, prevedono una migrazione dai trasporti pubblici alle automobili e agli scooter; in futuro le persone potrebbero voler evitare di viaggiare in autobus o in treno, ammesso che sia possibile farlo! Uber ha avviato anche una forte strategia per inglobare aziende minori e andare a competere sul settore del delivery 

Molto probabilmente, dunque, la sharing economy non verrà spazzata via dalle conseguenze del coronavirus, ma si adatterà alle nuove esigenze che il virus ha imposto alla vita di tutti noi sottolineando ancora una volta un punto di forza di questo settore: la capacità di adattarsi.

Le aziende più forti diventeranno probabilmente sempre più forti e grandi, inglobando concorrenti più piccoli, per essere poi pronte a ripartire di slancio quando l’emergenza sarà conclusa. Come afferma l’economista americano Jeremy Rifkin “ La sharing economy è come una sorta di terza rivoluzione industriale, dove uomini e donne producono e consumano tra di loro a un costo marginale vicino allo zero, dove non conta il prodotto interno lordo, ma dove aumenta il benessere economico, la qualità della vita, la democratizzazione del sistema economico in generale.” Il periodo di pandemia, infatti, ha portato sicuramente scenari negativi, ma è obbligatorio trarne alcuni vantaggi e cercare di imparare da questa situazione; mai come ora è stato chiaro quanto sia importante collaborare creando sinergie e dando il giusto valore alla condivisione.

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